Tutaper Ikuvina è una frase in lingua umbra che ricorre spesso nel testo delle Tavole Eugubine. Significa: “per la città di Gubbio”. Questa serie di opere realizzate da Isabella Sannipoli è infatti un omaggio a questo luogo: una città magica, la cui sacralità arcaica è ancora fortemente percepibile.
Le dodici opere sono ispirate alle Tavole Eugubine, documento straordinario che descrive i rituali sacri degli antichi Umbri, popolo estremamente pacifico, rispettoso degli altri popoli, basato sulla condivisione, con un rapporto quasi sacrale con la natura: elementi questi che tornano nella storia della città attraverso le figure di S. Ubaldo e S. Francesco.
Le iscrizioni delle tavole (in lingua umbra trascritta con caratteri etruschi e latini) e la matericità stessa del bronzo diventano parte integrante dell’opera, quasi come se le immagini affiorassero dalla tavola stessa. Quei caratteri e quelle parole sconosciute sembrano parlarci ancora oggi, attraverso la scrittura che diventa gesto, segno.
La serie si divide in due parti: Pelle e Radici.
Nella serie Pelle viene esplorato il rapporto simbiotico con la città attraverso l’autoritratto. Qua le lettere diventano incisioni, tatuaggi, segno di un passato che è parte di noi e che non possiamo dimenticare.
Nella serie Radici è raccontata la meraviglia per un paesaggio spesso immutato, testimone silenzioso delle vicende umane. L’albero è simbolo di un radicamento che deve essere proiezione verso l’esterno, e non chiusura: più le radici sono profonde e più i rami si protenderanno verso l’alto.


